Le donne della nebbia sono le donne del páramo di Sumapaz in Colombia, alle porte di Bogotà. Il páramo è un ecosistema di alta montagna nei tropici che si estende da circa 2900 a 5000 metri sopra il livello del mare e quello di Sumapaz è il più grande e il più importante del mondo. In questo paesaggio tanto maestoso quanto inospitale le donne contadine della zona accolgono con entusiasmo l’arrivo di un’insegnante da Bogotà che terrà loro un corso di scrittura una volta alla settimana. La prof., come la chiamano loro, scrittrice in crisi creativa e voce narrante del romanzo, sta cercando di riprendersi uno spazio di indipendenza dopo la maternità. Si sente estranea alla sua doppia identità di donna e madre e decide di lasciare il marito e il bambino in città per rifugiarsi in una realtà ancora più estranea. Fin da subito il corso si rivela una straordinaria occasione a cui nessuna di loro vorrà mancare. Per la comunità delle donne di Sumapaz l’incontro si rivelerà presto una forma di salvezza dalla durezza della terra e degli uomini. Saranno loro a parlare, Adriana, Julia, Flor, Maribel, Blanquita, Marlene e Anadelina, donne cresciute in un sistema patriarcale, assuefatte a gesti irrispettosi e all’ignoranza ma che non hanno perso la loro sensibilità e il desiderio del confronto.
“[…] non mi viene in mente una sola donna che non sappia cos’è l’abuso”, dice Anadelina, manifestando una verità amara non solo di Sumapaz ma di qualsiasi altro angolo del mondo.
“Donne della nebbia” è il primo romanzo della scrittrice bogotana Laura Acero (1990).

Consigliato da Giovanna della Casa delle Donne di Parma