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SUMMARY:A JE BURRNESH
DESCRIPTION:Presentazione del progetto fotografico\, editoriale e video sulle vergini giurate | con Paola Favoino\n\n\n\n\n\n\n\nVenerdì 22 ottobre alle 18:30 a Lostello – c/o Parco della Cittadella – Parma\, la Casa delle donne di Parma incontra Paola Favoino\, autrice del progetto fotografico\, documentale e video “A je Burrnesh”. \nManiola Noni (Casa delle Donne Parma) e Tifany Bernuzzi (Centro Studi Movimenti Parma) dialogheranno con la fotografa sul tema delle vergini giurate in Albania\, a partire dal suo progetto fotografico che ne documenta storie e vissuti\, cui sono seguiti il libro A je Burrnesh (Edizioni d’ottobre / Balter\, 2019) e il video racconto “Fragile identities”. \n“Burrnesh” deriva da “burr” che significa “uomo”. \nSecondo le leggi consuetudinarie del codice Kanun trasmesse oralmente da secoli\, se in una comunità familiare\, specialmente nel nord dell’Albania\, veniva a mancare l’uomo che ne era a capo\, le sue funzioni di reggente assoluto potevano essere assunte interamente e con la stessa valenza da una donna. Questa rinunciava al ruolo di moglie e di madre\, vestiva abiti maschili e veniva considerata e rispettata come “uomo”\, non solo nell’interno della famiglia\, ma anche nella intera comunità sociale. \nRacconta l’autrice: “Il desiderio di verificare con i miei occhi questa storia\, a metà tra mito e leggenda\, mi ha portato a cercarne le tracce ripercorrendo per lungo tempo le contrade albanesi dove si era formata. La scelta\, fin dal principio\, di fotografare in analogico è legata alla consapevolezza che il cammino sarebbe stato lungo e il mio passo incerto: avrei avuto bisogno di fermarmi\, riavvolgere la matassa\, forse ricominciare daccapo\, cosa che solo i tempi lenti della pellicola permettono di fare. Da iniziale raccolta di storie di vita\, il lavoro è divenuto via via racconto interiore di ricerca sulla accettazione delle diverse personalità che possono albergare in un essere umano\, sul come riconoscerle e accettarle. Oggi\, divenire Burrnesh è un fenomeno raro legato perlopiù a necessità individuali. Ho creduto importante fissare una traccia della loro realtà\, per il valore storico che il fenomeno delle Burrnesh riveste e per il valore antropologico ad esse legato quale esempio estremo di “sacrificio” per il bene della società.” \nPaola Favoino è una fotografa italiana con base a Roma. Si è laureata in Sociologia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con una tesi sui lavoratori immigrati albanesi in Italia. Si è inoltre specializzata in studi su migrazioni e rifugiati con un master. Nel 2012 si diploma in fotogiornalismo a Roma. Dal 2011 si è impegnata in un progetto documentario a lungo termine sulle vergini giurate in Albania. \nL’ incontro ha un numero di posti di limitati. La partecipazione è gratuita con obbligo di Green Pass. \nPer maggiori info: festival@casadelledonneparma.it
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SUMMARY:Questo non è amore | RE/SISTER! spore*
DESCRIPTION:Sabato 12 giugno alle 18:00 la Casa delle donne di Parma incontra STED\, autrice del fumetto “Questo non è amore. L’amore non uccide”. \nMichela Cerocchi (Casa delle Donne Parma) ed Eva Siliprandi (Ass. Centro Antiviolenza Parma) presenteranno il quarto evento della serie SPORE\, continuando il cammino verso RE/SISTER! Festival Femminista\, che si terrà a settembre a Parma. L’incontro affronta il tema della violenza di genere a partire dal racconto autobiografico dell’autrice\, STED\, che utilizza il linguaggio del fumetto per narrare\, denunciare\, condividere il suo vissuto. \n“Questo non è amore. L’amore non uccide” racconta della violenza che arriva da chi non vorresti\, da chi ami. Tra le tavole del fumetto scopriamo il percorso di una giovane donna che  – attraverso il potere curativo del disegno  – esce dall’isolamento\, acquisisce consapevolezza\, si espone coraggiosamente\, costruendo uno strumento di presa di coscienza collettiva.\nL’ingresso è gratuito su prenotazione a questo link\, fino a esaurimento posti. \nL’incontro è preceduto da un Laboratorio di narrazione a fumetti condotto da STED (15:30-17:30)\, rivolto a giovani dai 16 ai 30 anni. Prenotazioni al laboratorio su Eventbrite a questo link. \nEntrambi gli eventi si svolgono in presenza presso il Centro Giovani “La Scuola del Fare”  – c/o Casa nel Parco\, via Naviglio Alto 4/1 \nSted (https://sted.world/) disegna da quando aveva circa 3 anni. A 24 anni\, dopo una lunga serie di fallimenti in ogni ambito della sua vita\, ha deciso di unire scrittura e disegno e provare a fallire un’unica altra volta\, cominciando a fare fumetti.  Ha autoprodotto la prima parte del suo libro: “Questo non è amore – l’amore non uccide”\, una storia autobiografica sulla violenza di genere\, e spera di farlo uscire ovunque per intero al più presto (salvo fallimento).  Collabora con Intersezionale. Dicono di lei: “misandrica che difende i delinquenti”… ma ha anche difetti. \n  \nSCOPRI GLI ALTRI EVENTI DI RE/SISTER! Festival femminista\n  \n*SPORE: cellule in grado di disperdersi nell’ambiente per resistere a condizioni avverse e generare cambiamenti \n 
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SUMMARY:Piccolo dizionario dell'inuguaglianza femminile | RE/SISTER! spore*
DESCRIPTION:Presentazione del libro “PICCOLO DIZIONARIO DELL’INUGUAGLIANZA FEMMINILE” di Alice Ceresa (Nottetempo\, 2020)\nLa curatrice della nuova edizione TATIANA CRIVELLI dialoga con Lorena Carrara della Casa delle Donne di Parma e Antonello Saiz della libreria Diari di Bordo \n«Una quarantina di voci in ordine alfabetico che procedono dall’Anima alla Vita\, rivelando\, voce per voce\, le insidie nascoste nelle parole\, non solo nei confronti della donna\, ma di tante altre creature che il linguaggio tende a ridurre in minoranza. “Per me\,” scriveva Ceresa alla sua traduttrice francese\, “l’inuguaglianza femminile è ancorata nella intera visione del mondo; ergo\, se io faccio un dizionario\, devo fare il giro anzitutto delle radici di quest’albero dell’inuguaglianza… Conclusione: il piccolo dizionario io non lo scrivo per le donne; lo scrivo perché va scritto”. Alice Ceresa ha lasciato questo inedito\, a cui lavorava da anni\, oggi conservato nell’Archivio svizzero di letteratura nella Biblioteca nazionale di Berna.» \nIn diretta sulle pagine Facebook di Libreria Diari di Bordo e Casa delle Donne Parma \n  \nSCOPRI GLI ALTRI EVENTI DI RE/SISTER! Festival femminista\n  \n*SPORE: cellule in grado di disperdersi nell’ambiente per resistere a condizioni avverse e generare cambiamenti \n 
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SUMMARY:Le ragazze stanno bene | RE/SISTER! spore*
DESCRIPTION:Presentazione del libro “LE RAGAZZE STANNO BENE” (Harper Collins\, 2020)\nLe autrici GIULIA CUTER e GIULIA PERONA dialogano con Michela Cerocchi e Rossella Morgante della Casa delle Donne di Parma \n«Ci sono molte cose che le ragazze contemporanee non vogliono più essere: non le spose sottomesse degli anni Cinquanta\, tutte casa\, cucina e marito\, ma nemmeno le femministe arrabbiate degli anni Settanta\, con i loro falò di reggiseni e l’odio per i maschi. Ci sono molte altre cose che le ragazze contemporanee sono già\, invece: donne in carriera\, politiche impegnate\, esseri umani indipendenti nella gestione del proprio corpo e della propria vita sentimentale e sessuale. Eppure quelle ragazze continuano a essere anche fi glie\, fi danzate\, madri\, spose. Come non rimanere\, allora\, prigioniere dell’uno o dell’altro modello? Come ripensare al femminismo\, quello storico e con la effe maiuscola che un po’ spaventa per la sua complessità e un po’ respinge per la sua fermezza\, alla luce dei cambiamenti intercorsi fra quegli anni e questi? Qual era il punto di partenza\, e quanta strada siamo riuscite a fare grazie a quella rivoluzione? Ed è possibile\, oggi\, non rinunciare al femminismo ma nemmeno alla femminilità? Ripercorrendo alcune fra le prime volte più significative nella vita di ogni bambina\, ragazza e infine donna\, Giulia Cuter e Giulia Perona dipingono un mondo e un momento storico\, il nostro\, in cui le questioni “femministe” sono diventate ormai quotidiane\, e non si deve più temere di non esserne all’altezza. Le ragazze stanno bene è una sorta di educazione (sentimentale\, etica\, pratica) di una ragazza contemporanea\, che non ha più paura di dirsi femminista ma nemmeno del suo essere donna. Questi due aspetti\, queste due donne vanno necessariamente a braccetto\, e quando lo fanno sono una coppia formidabile: non ci resta che trovare una nuova strada su cui farle camminare insieme.» \nIn diretta sulle pagine Facebook di Mondadori Bookstore Ghiaia e Casa delle Donne Parma \n  \nSCOPRI GLI ALTRI EVENTI DI RE/SISTER! Festival femminista\n  \n*SPORE: cellule in grado di disperdersi nell’ambiente per resistere a condizioni avverse e generare cambiamenti \n 
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SUMMARY:Ripartire dal desiderio | RE/SISTER! spore*
DESCRIPTION:Presentazione del libro “RIPARTIRE DAL DESIDERIO” (Minimum Fax\, 2020)\nL’autrice ELISA CUTER dialoga con Elisabetta Salvini e Lorena Carrara della Casa delle Donne di Parma \n«Fin dalla storica domanda di Sigmund Freud «cosa vuole la donna?»\, la questione del desiderio è intrinsecamente legata alla differenza di genere e in particolare al femminile. Un femminile basato proprio sull’impossibilità di rispondere a tale domanda: un oggetto misterioso\, un «altro» su cui ci si interroga. Partendo da Non è la Rai\, passando per il #metoo\, gli incel e l’educazione sessuale\, Elisa Cuter indaga quella che viene percepita come l’attuale «guerra tra i sessi»\, e arriva a ribaltare alcuni luoghi comuni del femminismo mainstream\, chiedendosi se abbia ancora senso rivendicare un’identità storicamente costruita come subalterna.\nRipartire dal desiderio\, incrociando e mescolando personal essay\, psicoanalisi\, filosofia e sociologia\, cinema e cultura pop\, cerca di determinare il senso presente dell’equazione «il personale è politico» (lascito fondamentale della riflessione femminista) e offre una critica radicale del moralismo che si è impossessato del discorso politico.\nUn punto di vista originale su argomenti centrali nel dibattito pubblico di oggi elaborato attraverso un racconto analitico capace di mettere in relazione fenomeni apparentemente distanti tra loro; ma soprattutto un invito ad abbandonare il porto sicuro dell’identità per porsi sfide più ambiziose e domande più inquietanti\, proprio come quelle che ci pone il desiderio.» \nIn diretta sulle pagine Facebook di Chourmo EnoLibreria e Casa delle Donne Parma \n  \nSCOPRI GLI ALTRI EVENTI DI RE/SISTER! Festival femminista\n  \n*SPORE: cellule in grado di disperdersi nell’ambiente per resistere a condizioni avverse e generare cambiamenti \n 
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