striscione nero con maschera teatrale che recita Smascheriamo la violenza, sorretto dalle donne della Casa delle donne di Parma, con dietro centinaia di persone. Striscione di apertura del corteo del 22 novembre 2025 a Parma della casa delle donne per l'eliminazione della violenza di genere

In migliaia ci siamo ritrovatə, ieri, ad attraversare strade e piazze di Parma per manifestare in corteo per l’eliminazione della violenza di genere. La manifestazione di sabato 22 novembre 2025, organizzata dalla Casa delle donne, Centro Antiviolenza e da molte altre associazioni cittadine (leggi la lista in fondo all’articolo), ha visto marciare giovanissimə studentə delle scuole superiori di Parma, determinatə a gridare la loro volontà di far cessare, senza compromessi, la violenza sistemica che caratterizza la nostra società patriarcale.

Tantissimi gli slogan cantati e urlati al megafono, seguiti dall’eco di migliaia di voci all’unisono. Il più forte e ripetuto è stato l’urlo Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce, così come lo slogan che tira in ballo la scuola e le ultime decisioni repressive del Governo, in materia di didattica Per una società non banale, vogliamo educazione sessuale, ma anche riferimenti alla violenza silenziosa che avviene nelle case, nella dimensione privata familiare e quotidiana Più rumore nelle strade, meno sangue nelle case.

Tantissime e profonde le frasi scritte sui cartelloni, preparati nei giorni precedenti il corteo durante un laboratorio a cui hanno partecipato diversə studentə delle scuole superiori. Molti altri, invece, sono frutto di riflessioni private e individuali: il risultato, è stato vedere centinaia di cartelli, delle più diverse forme e colori, tenuti in alto per tutta la durata del corteo e dei discorsi in Piazza Garibaldi. Tra le scritte: Le vostre leggi ci vogliono zittə, noi urliamo. Rompiamo il silenzio! ed anche Siamo qui per salvare le prossime ed ancora riferimenti espliciti e puntuali alla vicenda di violenze e abusi sessuali sistemici che ha coinvolto un regista del Teatro Due di Parma, portando ad una sentenza storica di condanna: Molestie a teatro due: la cultura non copre l’abuso! Rompiamo il silenzio!

La partecipazione delle scuole è stata fondamentale, nonostante la resistenza di alcuni istituti nel voler sospendere la didattica tradizionale, per dare la possibilità a tuttə le studentə di partecipare al corteo. In un istituto, due studentesse hanno organizzato una raccolta firme per convincere il dirigente scolastico a sostenere l’invito del Comune a partecipare al corteo.

Tantissimi i cartelli realizzati dalle giovani partecipanti, molti dedicati alla libertà di gestire il proprio corpo e di essere libere di vestirsi e muoversi nel mondo, Non sono carne e non fingerò che gli altri lo siano; Il mio corpo non è di tua proprietà; My dress is not a yes. Altri, ai centri antiviolenza e alla necessità di sostenere chi denuncia, ma soprattutto di prevenire la violenza, Il Centro antiviolenza non è un servizio ma un percorso di libertà che ha inizio; La prevenzione è una responsabilità politica. Infine, molti riferimenti alle relazioni di coppia, all’educazione sessuoaffettiva, al sostenere percorsi di riconoscimento ed emancipazione dalle relazioni tossiche: La violenza non ha giustificazioni; I have the right to be heard; La paura non è amore.

Nei cartelli e nei discorsi, diversi riferimenti alle inaccettabili dichiarazioni rilasciate da figure pubbliche come la Ministra alle pari opportunità e la famiglia Eugenia Roccella, secondo la quale  “Ogni donna che non viene uccisa è un fatto positivo” o come quella del Ministro della Giustizia Carlo Nordio per cui la resistenza alla parità è insita nella genetica maschile. Il cartello con scritto I veri uomini non hanno paura dell’uguaglianza possiamo dedicarlo a lui.

A metà corteo, si è inserita anche l’azione dimostrativa del collettivo Extinction Rebellion di Parma e Reggio Emilia, un movimento internazionale che usa la disobbedienza civile nonviolenta per contrastare la crisi climatica e la sesta estinzione di massa. Gli attivisti e le attiviste hanno colorato, con sali verdi fosforescenti, l’acqua del torrente Parma, mentre rappresentavano teatralmente l’estinzione del genere umano. L’azione è stata accompagnata dalla disposizione di numerosi cartelli lungo il Ponte di Mezzo.

Il corteo di migliaia di persone si è riversato in Piazza Garibaldi, dove è stato allestito un palco dal Comune di Parma.

Dal palco, dopo un’introduzione delle istituzioni, nelle figure del Sindaco Michele Guerra e dell’Assessora Caterina Bonetti, hanno parlato a gran voce, con molta emozione e rabbia, le studentesse e gli studenti delle scuole, oltre ad un dirigente scolastico. Nelle loro parole, ogni tanto rotte da un sussulto di emozione e da una vibrazione vicina al pianto, si è potuta sentire tutta la rabbia nei confronti di un sistema ingiusto, maschilista e patriarcale, con il quale devono convivere, ma che vogliono cambiare con tutte le loro forze. In chiusura, la giovane cantante Agata ha dedicato una sua canzone a Martina Carbonaro, giovanissima vittima di femminicidio a soli 14 anni. Poi, hanno parlato le rappresentanti delle associazioni coinvolte, tra cui il Centro Antiviolenza e la Casa delle donne.

Il discorso della Casa delle donne è stato molto forte e diretto, concluso con un potente invito agli uomini: dopo secoli di violenze, stupri e di paternalismi e discriminazioni in ogni contesto possibile, invece di autoassolvervi costantemente, dovreste ringraziare che vogliamo parità e non vendetta

Inoltre, contemporaneamente al corteo, dotate del dono dell’ubiquità, le donne della Casa hanno venduto le clementine antiviolenza, in collaborazione con Confagricoltura Donna Emilia Romagna! Ecco le foto dello stand in Piazza della Steccata.

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, sarà una nuova occasione per scendere in piazza e per lottare affinché la violenza, in ogni sua forma, venga eliminata. Perché succeda, un passaggio fondamentale è che chi vive una situazione problematica abbia la possibilità di uscirne, abbia supporto e risorse. Per questo, il lavoro dei centri antiviolenza è necessario e deve essere sviluppato e sostenuto, non discriminato e continuamente boicottato dalle istituzioni. Per questo, il 25 novembre dalle 17:30, saremo anche noi presso il Centro antiviolenza di Parma che aprirà le sue porte alla città per parlare di sé e delle storie che lo attraversano, perché la violenza di genere non è una questione privata e personale, ma un’oppressione strutturale e politica, che ci riguarda tutt3. Appuntamento al presidio in Vicolo Grossardi 8.

Alle 19.30, si prosegue al Circolo Zerbini, in Borgo Santa Caterina 1 con buffet multietnico e concerto di Alessandro Sipolo e Daniela Savoldi. La cena, preparata da Rete dei diritti in casa, sarà a offerta libera e solidale, per finanziare il Centro antiviolenza e la Casa delle donne.

Veniteci a trovare e a conoscerci nella nostra sede in Via Melloni 1: assemblee aperte, letture, concerti, corsi gratuiti e mostre artistiche. Vi aspettiamo!

ROMPIAMO IL SILENZIO!

HANNO ADERITO AL CORTEO DEL 22 NOVEMBRE

ANPI SEZIONE L. E L. POLIZZI

CASA DELLE DONNE PARMA

CENTRO ANTIVIOLENZA

CENTRO STUDI MOVIMENTI

CIAC

CORO DEI MALFATTORI

CSI

DONNE IN NERO

GIOLLI COOP

IL POST

LA PAZ ANTIRAZZISTA

L’OTTAVO COLORE

MASCHI CHE SI IMMISCHIANO

OLTRE LA 194

OLTRECORO

P4W – PARMA FOR WOMEN

RETE DIRITTI IN CASA

SSU – SINISTRA STUDENTESCA UNIVERSITARIA

TUTTIMONDI

UDU – UNIONE DEGLI UNIVERSITARI

VAGAMONDE

W4W