Agnès Varda e il suo legame con la settima arte sono al centro della bella mostra che la Cineteca di Bologna, in collaborazione con la Cinémathèque Française e con la direzione artistica di Rosalie Varda, ha allestito presso il Cinema Modernissimo fino al 10 gennaio 2027. Una mostra antologica, “un viaggio lungo 1200 mq su una figura unica della storia del cinema, dell’arte, della fotografia, della militanza politica e culturale, tra Novecento e Duemila”.
Varda inizia la carriera come fotografa e si rende presto indipendente andando ad abitare con l’amica artista Valentine Schlegel, a Parigi, in Rue Daguerre. Tra i primi incarichi quello di fotografa ufficiale del Festival di Avignone. Poi, il primo lungometraggio, LA POINTE COURTE, un modo di fare cinema intimo e personale con cui anticipa la Nouvelle Vague. Presente al suo tempo, partecipa all’ondata femminista con un documentario del 1976 dal titolo RÉPONSE DE FEMMES. E’ il periodo in cui lei, madre di due figli, ragiona su aborto e maternità con onestà, la stessa con cui dà ampio spazio alla complessità dell’animo femminile, come in CLÉO DALLE 5 ALLE 7 o in SENZA TETTO NE’ LEGGE. Curiosa del mondo, globe trotter consapevole (Stati Uniti, Cina, Cuba), artista completa, sono diverse le sezioni in cui la mostra è suddivisa: dal rapporto con le immagini (autoritratto, fotografia, pittura), alla cinescrittura (anticipatrice di una vera e propria coscienza cinematografica femminista); dai rapporti personali e professionali spesso coincidenti (le famiglie di Agnès), alla dimensione sociale a cui si dedica senza sosta, mai dimenticando gli ultimi. Fino a VISAGES, VILLAGES (2017) dove, insieme allo street artist JR, reinventa sé stessa e il road movie misurando in lungo e in largo la Francia contemporanea. Una donna determinata e poco incline al compromesso (puntuali le sue dichiarazioni sul gender gap), la cui centralità nella storia del cinema viene messa in evidenza da questa imperdibile mostra.

Consigliato da Letizia della Casa delle donne di Parma