Stanca dei predatori che la fanno franca, una giovane donna decide di dar loro
una lezione. Basterebbero queste parole per descrivere il film scritto e
diretto da Emerald Fennel, attrice, sceneggiatrice e regista inglese
qui al suo primo lungometraggio. E’ il 2020, siamo in pieno #meetoo
e del movimento il film diventa un manifesto. Un revenge thriller,
caratterizzato dallo stesso stile pop molto personale che ritroveremo
anche nel successivo CIME TEMPESTOSE, perfettamente bilanciato da uno
humor nero a sua volta rintracciabile in tanto cinema e tanta
letteratura.La vita di Cassie non ha preso la strada
che lei avrebbe desiderato. Studentessa brillante, dopo un evento
traumatico che vede coinvolta fino al suicidio la sua migliore amica
Nina, abbandona gli studi di medicina. Torna a vivere con i genitori,
lavora in un coffee shop, elude le opportunità di promozione che la boss
le offre, tutto questo in una pace però solo apparente. Una volta alla
settimana infatti, Cassie si avventura in un bar fingendo di essere
ubriaca e permettendo al primo uomo che le si avvicina di portarla a
casa. Non appena però il tipo cerca di approfittarsi di lei, gli rivela
di essere sobria e gli dà una lezione. Quando un vecchio compagno di
università la incontra al caffè e inizia a corteggiarla, scatta il
ricordo degli eventi passati e delle persone coinvolte facendo
riaffiorare in lei il desiderio di vendetta. Fino allo spietato twist
finale.Un film dai toni pulp dove non scorre sangue;
un film che si inoltra in territori pericolosi, così reali per tante
donne, portato avanti senza enfasi. Ed è forse questo il suo aspetto più
inquietante.Per chiudere, è forse utile ricordare
che alla sua produzione, oltre alla stessa regista, hanno partecipato
sia Margot Robbie che Carey Mulligan, la brava interprete di Cassie.
Tutte impegnate da tempo nel sostenere un cinema femminista.
Consigliato da Letizia della Casa delle donne di Parma
