Un prezioso vademecum tascabile che dovremmo avere con noi tutte le volte che guardiamo un film in cui è presente almeno un personaggio di genere femminile: una “guida pratica per attivare le tue lenti femministe”. Perché il cinema, così come il mondo, è stato pensato per oltre un secolo in termini maschili e il nostro sguardo è talmente permeato da rappresentazioni stereotipate che spesso, persino per le femministe più attente, risulta difficile riconoscere i confini del male gaze. La presenza di protagoniste donne all’interno di un’opera cinematografica, infatti, non deve ingannarci. Come vengono rappresentate? Quali modelli propongono? Possiamo riconoscerci in loro? Femme fatale, eroine, donne vulnerabili, dolci o ribelli: occorre chiedersi quante volte, nella nostra vita, siamo state influenzate da figure e corpi femminili sul grande schermo che non restituivano le sfumature della realtà né la complessità dei vissuti, delle esperienze e dei contesti geografici e sociali di provenienza. Soffermandosi sugli snodi principali della storia del cinema, e attraversando le origini e le evoluzioni della Feminist Film Theory, Lady Cinema ci accompagna con grande chiarezza nel divenire spettatrici consapevoli e soggette attive dello sguardo. Lo fa con schede di analisi e suggerendo una serie di piccole pratiche: dal bechdel test – presenza e tipo di interazione tra le personagge del film – al “principio di Puffetta” – tanti uomini, una sola donna, spesso molto attraente – fino al test della “lampada sexy”, del Mako Mori, o del Clit Test. Tutta una serie di indicatori che possono aiutarci nel divenire spettatrici coscienti, ricordandoci che il compito del cinema dovrebbe essere quello di rappresentare la pluralità, in tutta la sua splendente complessità e diversità. Un cinema inclusivo ha la possibilità di liberare i molteplici sé di ognuna e ognuno di noi, e allora occorre sostenere i film che con coraggio vanno in questa direzione.
Consigliato da Vanessa di 24 FPS
