Giulia Bongiorno (Lega) stravolge il cosiddetto DDL Stupri, sostituendo il concetto di “consenso libero e attuale” con quello di “volontà contraria” all’atto sessuale. In altre parole, se prima solo il consenso esplicito era considerato “sì”, ora la violenza sessuale esiste solo se la vittima esprime chiaramente un “no“.
DI CHE SI TRATTA
Il DDL stupri è un disegno di legge in discussione in Parlamento. Riguarda la riforma del reato di violenza sessuale nel codice penale, ovvero l’art. 609-bis. Puoi leggere il testo della legge qui: Senato della Repubblica, Legislatura 17ª – Dossier n. 29
L’iter di una proposta di legge si articola in diverse fasi:
- iniziativa
- esame in Commissione
- discussione e approvazione in Assemblea (Camera e Senato)
- promulgazione del Presidente della Repubblica
- pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Attualmente, il codice penale italiano, all’art. 609-bis, qualifica lo stupro in relazione all’uso della forza, della minaccia di forza o della coercizione, o dell’abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della vittima. La riforma del 1996 ha riconosciuto i reati di violenza sessuale come reati contro la persona e non contro la morale pubblica, ma non ha prodotto alcuna modifica dell’art. 609-bis.
COSA È SUCCESSO
2023: il Parlamento UE, in un report, elenca gli Stati membri che non hanno ratificato la Convenzione di Istanbul e che non prevedono il consenso come elemento essenziale del reato di violenza sessuale.
19 novembre 2025: la Camera aveva approvato all’unanimità, con un accordo tra maggioranza e opposizione, una versione del provvedimento che introduceva nel Codice penale il principio del consenso libero e attuale: in sua assenza, siamo in presenza di violenza sessuale. Il concetto di consenso libero e attuale sposta il focus dalla resistenza fisica della vittima alla verifica del consenso espresso da parte dell’altra persona. Questo concetto è presente negli standard internazionali, pertanto la sua introduzione avrebbe allineato l’Italia agli altri Paesi europei. L’accoglimento di questo concetto avrebbe dovuto rappresentare una semplice ratifica della Convenzione di Istanbul.
Il ddl avrebbe dovuto essere approvato dal Senato il 25 Novembre, Giornata Internazionale e per l’eliminazione della violenza di genere.
Invece, la Maggioranza con a capo la Lega, ha sollevato obiezioni: ottiene che il testo sia modificato, passando alla Commissione Giustizia del Senato.
22 gennaio 2026: la presidente della Commissione giustizia del Senato, la senatrice Giulia Bongiorno del partito Lega per Salvini Premier, propone un nuovo testo che sostituisce il riferimento al “consenso libero e attuale” con il concetto di “volontà contraria alla relazione sessuale” o dissenso. La proposta è successiva alle pressioni operate dal suo partito.
Il testo Bongiorno riscrive anche la disciplina delle pene: la reclusione va da 6 a 12 anni per atti sessuali compiuti contro la volontà della persona; da 7 a 13 anni se l’atto è commesso con violenza, minaccia o abuso di autorità..
27 gennaio 2026: la proposta di emendamento di Giulia Bongiorno (Lega) è stata votata al Senato.
Febbraio 2026: alcuni gruppi parlamentari hanno presentato richiesta di audizioni, sotto la pressione dei movimenti femministi, delle cittadine e cittadini e delle associazioni: l’esame del testo dovrebbe cominciare in Aula il 10 febbraio 2026.

LA MOBILITAZIONE: SENZA CONSENSO È STUPRO
Il testo del DDL Stupri proposto da Bongiorno, Lega e Maggioranza basa la norma relativa al reato di violenza sessuale sul concetto di dissenso e non su quello di consenso: si richiede alla vittima di violenza di esprimere esplicitamente una reazione che dimostri la mancanza di volontà. La vittima deve urlare, spingere, tentare di scappare.
In tante e tanti ci siamo mossə immediatamente contro questo provvedimento, per bloccare da subito ogni tentativo di colpevolizzare, ancora una volta, la vittima piuttosto che il violentatore. Siamo assolutamente contrarie alla proposta di modifica dell’art. 609 bis del codice penale approvata in Commissione Giustizia.
Noi, Casa delle donne di Parma, ci uniamo alla chiamata lanciata da D.i.Re – Donne in rete contro la violenza e dal Centro antiviolenza di Parma per mobilitarci massivamente contro questa proposta di legge. Il “consenso libero e attuale” è necessario, esprime libertà, rappresenta la libera autodeterminazione della donna.
15 febbraio 2026, MANIFESTAZIONE ORE 11:00, PIAZZA GARIBALDI A PARMA
Parma ci sarà!
in contemporanea con oltre 100 piazze in tutta Italia.
Condividiamo il comunicato stampa di Di.Re – Donne in rete, che potete trovare a questo link sul sito dell’associazione.
COMUNICATO STAMPA
Ddl stupri: mobilitazione permanente e manifestazioni diffuse.
Disseminiamo la lotta alla cancellazione dei diritti delle donne e all’arretramento della società tutta.
Ieri, 28 gennaio 2026, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha chiamato a raccolta in un’assemblea pubblica le persone e le organizzazioni interessate a contrastare l’approvazione del cosiddetto ddl stupri.
Alla luce della proposta della presidente Bongiorno sulla modifica dell’art. 609 bis del codice penale – approvato lo scorso 27 gennaio in Commissione giustizia, insieme a tutte le organizzazioni e le donne impegnate in questa battaglia, abbiamo sentito l’urgenza di aprire uno spazio pubblico di confronto e di costruzione politica.
“Il consenso non è una formula giuridica da riscrivere: è un diritto, è autodeterminazione, è libertà. Ogni tentativo di indebolirne il significato produce arretramenti gravi nella tutela delle donne e delle soggettività più esposte alla violenza”, così Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza.
Per questo, la grande partecipazione di ieri (circa 500 persone collegate) è stata così importante.
È stato concordato lo stato di mobilitazione permanente e l’organizzazione di una manifestazione diffusa che vedrà oltre 100 piazze attive il 15 febbraio: nei prossimi giorni saranno comunicate le varie iniziative a cui vengono invitate tutte le persone che sono interessate a contrastare la deriva culturale che sta alla base di questo ddl, per tentare – ancora una volta – di costruire una società che abbia a cuore l’autodeterminazione e la libertà di tutte e tutti.
Fonti consultate per questo articolo:
- https://www.amnesty.it/consenso_scelta_liberta-un-collettivo-ampio-e-inclusivo-per-fermare-il-ddl-bongiorno/
- https://www.scienzainrete.it/articolo/ddl-stupri-senza-consenso-che-cosa-cambia/barbara-piccininni/2026-01-30
- https://www.ilsole24ore.com/art/ddl-stupri-differenza-volonta-contraria-e-consenso-libero-e-attuale-AINeCp8
- https://www.direcontrolaviolenza.it/
- https://www.uisp.it/nazionale/pagina/consensosceltalibert-anche-luisp-contro-il-ddl-stupri
- https://www.ciatoscana.eu/home/ddl-stupri-linversione-del-consenso-quando-il-silenzio-diventa-colpa/
- https://www.genova24.it/2026/02/assemblea-pubblica-violenza-donne-453950/
