“Da uomo ho cercato sempre la compagnia degli altri, ne avevo bisogno, da donna, no. La sensazione di solitudine è stato il mio primo viaggio verso la femminilità”
Una mattina, Jacopo, un quarantenne goffo e impacciato, riceve una telefonata da una donna che lo informa della morte di suo padre Pietro, annegato in un fiume a Rio Salgueiro, in Portogallo. “L’agua è implacabile, non perdona le persone quando nuotano la notte”, gli dice Ingrid.
Di Pietro ricorda poco. Quando era piccolo, lo aveva visto andar via su una Citröen arancione con due donne e un uomo, gli aveva detto di aver cura di sua madre, Mina, e gli aveva regalato un’armonica appartenuta al nonno paterno. In tutti questi anni non ha avuto spiegazioni da parte di sua madre né avuto contatti col padre. Si ricorda anche di Manuela, un’amica bella ed elegante, che, per un po’ di tempo, era venuta a trovarli. Jacopo lavora ora come operatore cimiteriale insieme a Quinto, suo diretto superiore e sarà proprio lui a convincerlo a partire per Rio Salgueiro per vedere dove è seppellito Pietro. Qui Jacopo scoprirà la verità nascosta per tutti questi anni, il suo dolore e quello del padre, costretto ad abbandonare la famiglia alla ricerca della sua vera identità. E sarà una fotografia a mostrargli il vero volto di Pietro/Manuela.
L’autore affronta il tema dell’identità di genere con una grande delicatezza e allo stesso tempo con quegli intensi flussi di ricordi che provocano le diverse emozioni nel lettore sensibile e attento: la sofferenza di chi non si rispecchia nella realtà che lo circonda, la consapevolezza che questa ricerca apporti dolore anche alle persone che ci sono care, ma anche il desiderio e la scelta di vivere in libertà il proprio corpo.
Consigliato da Giovanna della Casa delle donne di Parma