Capace di scegliere: aborto, libertà e diritti a 45 anni dalla legge 194

L’IVG è l’interruzione voontaria di gravidanza, un dirittto sancito dalla legge 194, ma continuamente messo in discussione da politica e associazioni pro-vita. Il gruppo di lavoro Salute Donna della Casa delle donne di Parma ha organizzato un convegno sul tema dell’aborto e redatto un report con dati ed analisi. Il titolo del convegno: Capace di scegliere: aborto, libertà e diritti a 45 anni dalla legge 194.

NEMICHE GENIALI (2023) di Jennifer Guerra – [PODCAST]

Il significato che si attribuisce al concetto di amicizia deriva dalla filosofia antica. I pensatori dell’epoca ritenevano che l’amicizia si dovesse fondare sulla razionalità e quindi le donne, considerate passionali e istintive “per natura”, non erano adatte a intessere relazioni amicali. L’amicizia, inoltre, presupponeva una coesistenza civica pacifica ed era, per questo motivo, profondamente politica e legata alla sfera pubblica, ai tempi appannaggio maschile.
L’amicizia tra donne è stata mal raccontata e a seconda che a narrarla fosse un autore o un’autrice ha generato immaginari differenti.
Elena Ferrante, ad esempio, ha fatto della pratica dell’affidamento, presente nel femminismo della differenza, un tema centrale dei suoi scritti. L’identità personale è influenzata dalla relazione con le altre ma non prescinde dal contesto culturale in cui è immersa. I modelli di potere assorbiti si ripercuotono nei rapporti interpersonali.
Se da un lato prevale l’idea che “le donne siano le peggiori nemiche delle altre donne”, dall’altro si pensa che le stesse siano “naturalmente capaci di cura”. Questa ambivalenza crea gabbie che agiscono su aspetti differenti ma con unico obiettivo: depotenziare e disincentivare i rapporti femminili. Guerra analizza anche altri prodotti culturali fra cui i film: Mean Girls (un cult sulle numerosissime regole a cui le ragazze devono sottostare durante l’età adolescenziale in cui gelosia, ossessione e rivalità sono alimentate dallo sguardo maschile); Una donna promettente (un film che mostra quanto la violenza maschile possa determinare il rapporto con sé stesse e con le altre donne); Pomodori verdi fritti (un classico capace di interrogare e sovvertire le credenze culturali del tempo raccontando l’amore e la famiglia in modo rivoluzionario). E varie serie TV.
Consigliato da Denise della Casa delle Donne di Parma

CIRCEO – Serie tv, regia di Andrea Molaioli – 2022 (disponibile su RaiPlay) [SERIE TV]

San Felice Circeo, litorale pontino: nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1975, tre giovani della Roma bene, Angelo Izzo, Andrea Ghira e Gianni Guido, torturano per più di un giorno e una notte, fisicamente, psicologicamente e sessualmente, Rosaria Lopez, 19 anni, e Donatella Colasanti, 17, due ragazzine della periferia attirate dai tre convinte di trascorrere un pomeriggio al mare e andare a una festa. Rosaria muore, Donatella invece sopravvive fingendosi morta. Il processo inizia nell’estate del 1976. La famiglia Lopez rinuncia a costituirsi parte civile dopo aver accettato un risarcimento di cento milioni di lire dalla famiglia Guido. Donatella Colasanti sceglie di andare a processo rappresentata dall’avvocata Tina Lagostena Bassi e sostenuta da centinaia di femministe. Questo il fatto di cronaca. Al regista della serie tv va il merito di aver incentrato la narrazione sul successivo iter processuale, evitando la trappola della pornografia del dolore in cui spesso si rischia di cadere. Perché il massacro del Circeo è stato più di un fatto di cronaca. È stato il caso giudiziario che ha cambiato il modo di percepire la violenza degli uomini sulle donne in un paese che, nel 1975, continuava a considerare il reato di stupro come un’offesa alla moralità pubblica anziché come una violenza ai danni del singolo. Ed è stato così fino al 1996. La magistrale interpretazione di tutto il cast, però, e le immagini di repertorio finali di Donatella e dei suoi occhi che cercano giustizia comunicano tutta la sofferenza vissuta insieme a lei per chi, come chi scrive, c’era all’epoca dei fatti. A chi non era ancora nato/a resta l’eredità di una donna abusata ma coraggiosa e combattiva da non dimenticare.
Consigliato da Giovanna della Casa delle Donne di Parma

IL MONDO DEVE SAPERE. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria, di Michela Murgia(Einaudi 2017) [LIBRO]

Il libro è il racconto dell’esperienza di Michela Murgia presso un call center di Oristano dove nel 2006
lavora per un breve periodo con un contratto a progetto: “230 euro lordi al mese e 6 euro lordi per
ogni appuntamento”. 30 giorni che le bastano per rendersi conto di quanto quel luogo di lavoro
profondamente ingiusto sia solo uno degli esempi da aggiungere a una condizione molto più diffusa
e da lei sperimentata per anni. In un’intervista dirà: “Non sono soddisfatta della piega che sta
prendendo la cosa ossia che il call center sia stato assunto a paradigma del precariato perché di solito
sono situazioni più prestigiose a vivere di precarietà. E questo aggrava la cosa per chi pensa di avere
raggiunto in questo modo il massimo delle sue possibilità”.
Uscito in prima battuta sotto forma di blog, il testo è volutamente scritto con un’ironia feroce,
sfrenata, attingendo a un materiale vivo che l’autrice acutamente racconta, in un momento in cui la
scrittura le sembra l’unico mezzo a disposizione per rispondere a qualcosa “contro la quale
nessun’altra reazione sembra possibile”. Dei vari personaggi a cui assegna nomi inventati ma che
rendono l’idea, Hermann, Sigmund, Paperina, Shark, BillGheiz, Murgia non ha pietà. A differenza di
quanto invece ha nei confronti di chi i ricatti li subisce, in quel luogo in cui le interviste manipolatorie,
il mobbing, i raggiri psicologici sono all’ordine del giorno. Divertente e dal linguaggio scorretto, non
piacerà a chi vuole moderazione.
A undici anni dalla prima pubblicazione di queste pagine, Murgia scrive: “Rileggere oggi le pagine
che scrissi può strapparmi un misero compiacimento per la capacità che avevo di ridere davanti al
baratro, ma solo questo perché, nel frattempo, non ha smesso di essere vero che la mia generazione,
insieme a pensione, diritti e stabilità, in quegli scantinati invisibili alla politica, si è persa, giorno dopo
giorno, anche il futuro”.
Consigliato da Letizia della Casa delle donne di Parma

VOGLIO UNA DANZA di Sara Ferraglia – Giuliano Ladolfi Editore 2023 – [POESIA]

Sara Ferraglia è una donna, una femminista, una pacifista, ma soprattutto una poeta. È’ stato molto bello assistere al suo crescere e al veder riconosciuto il suo valore. La sua è una poesia che, come dice lei, trae linfa dal grande albero delle poete liriche che ci sono maestre: Emily Dickinson, Antonia Pozzi, e via via fino a Patrizia Cavalli e Vivian Lamarque. La sua sembra una poesia facile, in rima, ma è soprattutto una poesia lieve, come il battito d’ali di una farfalla. È semplice ma non semplicistica, così come lo erano le grandi poesie di Saba e di Caproni. Ci prende il cuore. Le donne, i bambini, la natura, la pace e la guerra sono i suoi temi e ce ne fa regalo. E noi lo accettiamo con amore ricambiandola di tanto bene.
Consigliato da Lina della Casa delle donne di Parma

TOUCHÉES (titolo tradotto in italiano IN GUARDIA!) Di Alexandra Lamy (2022) [FILM]

“Mi piaceva l’idea della scherma perché è uno sport che si pratica con una maschera che serve a proteggersi e a proiettare un’immagine diversa di sé sull’altro”.
Oltre a trattare il tema degli abusi e delle relazioni tossiche, il film, disponibile su Raiplay, è una vera e propria celebrazione dell’amicizia tra donne e dell’importante cura rappresentata dallo sport. Il ruolo primario, infatti, è affidato alla scherma, uno sport di nicchia che spinge, però, le protagoniste a misurarsi con se stesse e con l’avversario interiore.
Lucie, vittima di violenza domestica, si trasferisce col figlio Léo nell’appartamento messole a disposizione dal centro a cui si rivolge in un paesino nel sud della Francia. Per ritrovare fiducia in se stessa e autostima si iscrive a un corso di scherma, frequentato da altre donne abusate. Qui incontra Tamara e Nicole con le quali nasce un intenso e profondo rapporto di amicizia. A poco a poco, le donne ritrovano in sé maggior sicurezza, grazie anche alla presenza della terapista Eva che le accompagna in questo percorso e durante gli allenamenti. E quando l’ex marito di Lucie la troverà e proverà a portarle via il figlio, le tre donne affronteranno questa minaccia cercando insieme le prove per denunciarlo come persona violenta e pericolosa per il figlio stesso.
Consigliato da Giovanna della Casa delle Donne di Parma

Il 28 novembre 2023, la Casa delle donne di Parma ha partecipato al primo incontro di UN’EREDITA’ SENZA TESTAMENTO

un ciclo dedicato a Michela Murgia e organizzato presso il Complesso di San Paolo dalla Associazione VogliaDi Leggere Ines Martorano e
dal Circolo Culturale Grazia Deledda di Parma. Un laboratorio aperto che, a partire dal suo saggio del 2021 STAI ZITTA, attraverso gli interventi di Alice Pisu della Libreria Diari di Bordo – Libri Per Viaggiare , di Elisabetta Salvini della Casa delle donne di Parma e delle attiviste di Purple Square, si è interrogato sul pensiero, sulla testimonianza e sull’eredità politica che ci ha lasciato.

DETRANSITION, BABY di Torrey Peters, Mondadori 2023 [LIBRO]

Nel 2021, Torrey Peters, scrittrice transgender americana, ha vinto con questo romanzo il PEN/Hemingway Award per la miglior opera prima. Famiglia, femminilità e maternità sono al centro delle vicende che, in una New York caotica e complicata, coinvolgono tre giovan* alle prese con una decisione importante. C’è Reese, donna transgender che sente forte il richiamo della maternità e c’è Ames, che ha avuto una relazione con lei nel periodo della transizione ma che, dopo la rottura, ha intrapreso il processo inverso. E c’è Katrina, donna cisgender, suo capo e attuale amante che si ritrova incinta. Che fare? Per Ames, che ha sempre considerato Reese la sua famiglia, coinvolgerla in un’ipotesi di futuro è inevitabile; così come lo è per lei lasciarsi sedurre dall’idea di poter condividere l’esperienza della maternità. Per Katrina invece, che ha alle spalle un matrimonio fallito e un aborto sofferto, potrebbe essere l’occasione per trasformare, allargando l’orizzonte delle possibilità, la propria vita. Tiene ad Ames e Reese, che ha accettato di conoscere, le piace. Una “detransizione” anche per lei?
Intervistata in occasione dell’ultimo Salone del libro di Torino sulla scelta del titolo, l’autrice, che utilizza il termine per descrivere l’esperienza di tutti e tre i personaggi, ha risposto: “… riguarda tutto ciò che comporta impegnarsi per cambiare sé stessi…Accettare il fatto che si possa cambiare idea rispetto al proprio genere o rispetto al tipo di famiglia che si sceglie non dovrebbe essere oggetto di colpevolizzazione”.
Alla fine del romanzo ci si ritrova con più domande che risposte. Come se per l’autrice l’importante fosse mettere a disposizione di chi legge il racconto di una realtà interpretata fuori da ogni cliché e a noi toccasse trovare una soluzione.
Consigliato da Letizia della Casa delle donne di Parma

FEMMINILI SINGOLARI. IL FEMMINISMO E’ NELLE PAROLE di Vera Gheno – effequ 2021 [LIBRO]

Femminili singolari è un saggio di Vera Gheno, sociolinguista, traduttrice e autrice.
Partendo dall’esperienza personale di gestrice dei social dell’Accademia della Crusca ha raccolto le critiche più frequenti e le ha decostruite dimostrando l’infondatezza e il maschilismo di certe convinzioni linguistiche.
Le resistenze all’uso dei nomi professionali al femminile nascono apparentemente da motivazioni linguistiche: in realtà un’analisi più approfondita svela che sono di tipo culturale.
Alcuni utenti hanno definito il femminile “antisonante, abominevole, e offensivo per la lingua Italiana”. Ma per quale motivo per alcune professioni è accettato (impiegata, cassiera, maestra) e per altre, come sindaca, avvocata, architetta, ingegnera, no?
La questione è così insidiosa che persino molte professioniste preferiscono definirsi al maschile, il femminile è considerato meno “autorevole“ e in molti casi discriminante.
L’avversione istintiva verso alcune parole, per cacofonia o per estetica, è frutto di pregiudizi e stereotipi secolari ed è priva di fondamenta razionali.

Femminili singolari è un manuale che fornisce tutti gli strumenti per smentire le argomentazioni fasulle confermando, commento dopo commento, quanto le resistenze poco abbiano a che fare con il dizionario.
“La lingua non è ‘chiacchiera’: è il mezzo che noi, in quanto esseri umani, abbiamo per decodificare la realtà. Negare che sia collegata a questioni sociali e politiche sarebbe da veri sciocchi: la lingua vive della relazione continua con ciò che deve descrivere”
“Le questioni linguistiche non sono mai velleitarie, perché attraverso la lingua esprimiamo il nostro pensiero, la nostra essenza stessa di esseri umani, ciò che siamo e ciò che vogliamo essere. La lingua non è un accessorio dell’umanità, ma il suo centro.”
Consigliato da Denise della Casa delle Donne di Parma